Silvio Berlusconi: Lo specchio dell’Italia

Il capo del governo Berlusconi si comporta come un sovrano assoluto e danneggia l’immagine del paese. Il popolo lo elegge comunque – una schizofrenia che si può chiarire.

Quanto a lungo governerà ancora Berlusconi? Per quanto potrà ancora insultare come “comunisti” il Presidente della Repubblica, i giudici costituzionali e i suoi oppositori politici? Per quanto ancora gli italiani gli consentiranno di abusare della loro pazienza?

Quest’uomo senza scrupoli domina da 15 anni il suo popolo, sia come capo dell’opposizione che come capo del governo. L’Italia durante questo periodo è diventa un paese peggiore. E’ precipitata economicamente. Politicamente, all’estero viene a malapena presa sul serio. Ha perso in coesione interna.

Ora una sentenza della Corte Costituzionale di Roma toglie al premierl’immunità dal processo penale. Cio’ fa sperare chi pensa che un’altra Italia sia possibile. Certo, sono già’ stati delusi troppo spesso. Ogni volta Berlusconi è riuscito a sfuggire a magistrati e giudici.

Neanche questa volta se la svignera’ all’estero per trascorrere la pensione al riparo della Giustizia, come fece il suo amico Bettino Craxi, ora deceduto.O no. Giovedì ha lanciato la sfida: “farò vedere agli italiani di che pasta sono fatto”.

I suoi deputati fabbricano diligentemente leggi per proteggere il loro capo del governo. Nel contempo Berlusconi cerca di mettere il popolo contro lo Stato di diritto. E’ stato eletto e quindi è sacrosanto, afferma a gran voce. I suoi motti esagerati come “Viva l’Italia, viva Berlusconi” lo dimostrano: quest’uomo equipara il bene comune al proprio. Si comporta come un sovrano assoluto – se non per grazia divina, allora appunto per grazia del popolo.

Agli inizi degli anni novanta una coraggiosa magistratura milanese iniziò con l’azione “Mani pulite” a ripulire il suo Paese, corrotto da un ininterrotto dominio democristiano, senza successo. Oggi alla testa del Paese c’è un uomo che si arroga tutte le libertà, anche se le sue mani pare che siano sporche.

Ciononostante una maggioranza degli italiani continua a votare per Berlusconi e lo rivoterebbe anche adesso, se i sondaggi non ingannano. E questo nonostante il Paese vada male e il governo faccia poco per cambiare le cose. A confronto del “Leone della Libertà”, come Berlusconi si fa celebrare, la Grande Coalizione a Berlino era una tigre delle riforme. Cosa tiene allora gli italiani vicini al loro premier?

Fuori dall’Italia si risponde a questa domanda un po’ perplessi e un po’ divertiti. Gli italiani sono proprio così. Amano gli spettacoli e il bell’aspetto, lasciarsi sedurre dalla vanteria di Berlusconi, dalle sue relazioni amorose, dal suo denaro, dalle sue emittenti televisive e dal suo ottimismo a denti stretti.

Certo questo non basta per spiegare il suo successo. Gli italiani non sono più stupidi dei cittadini di altri stati democratici. Molti vedono esattamente le debolezze del loro Cavaliere, il suo innamoramento di se stesso e l’assenza di sostanza politica. Lo votano comunque.

La schizofrenia si può spiegare. Lo Stato italiano sa da tempo che i cittadini non lo credono più capace di niente e, non appena possono, vi si sottraggono. Lo Stato reagisce emanando leggi sempre più rigide, che si tratti di codice della strada, della legislazione edilizia o tributaria. Il cittadino continua a sottrarsi e lo Stato aggiunge.

La conseguenza: si è creato un sistema di regole talmente fitto che se gli italiani vi si attenessero, soffocherebbero. Così lo Stato trascina i suoi cittadini nell’illegalità. Rende l’Italia un Paese in larga misura dalle mani sporche. Molte persone si sentono di essere in qualche modo nel torto, devono avere continuamente timore di controlli, processi e multe.

In questa situazione si presenta loro un uomo che sembra grosso modo trovarsi nella stessa condizione. Berlusconi promette di mettere freno allo Stato. Insulta la giustizia penale molesta. Suggerisce che un po’ di corruzione sia anzi un reato di poco conto. Io non sono un politico, ma uno di voi, dice Berlusconi e in questo c’è qualcosa di vero. Molti cittadini di destra fino a buona parte del centro si sentono perciò rappresentati da lui. Pensano: sotto Berlusconi lo Stato non diventa migliore ma almeno ci lascia in pace.

La sinistra sfibrata si oppone poco a questa antipatia nei confronti dello Stato, che ha le sue radici in brutte esperienza storiche.Quale politico può presentare come alternativa a Berlusconi? Non sa rispondere. Il vuoto cercano di colmarlo un comico rivoluzionario e il quotidiano di sinistra “La Repubblica”. Certo non possono sostituire una ferma opposizione in Parlamento, come richiede una sana democrazia. Così sarà la stessa destra borghese a doversi scrollare da dosso il Cavaliere. Giustamente, perché lo ha sostenuto molto a lungo. I suoi elettori potrebbero prima o poi rendersi conto che a Berlusconi certo può essere utile a breve termine, però nel lungo termine è un danno per tutti gli italiani. Non è più sufficiente che alcuni politici, quali l’accorto e conservatore presidente del Parlamento Gianfranco Fini, protestino cautamente. Devono passare alla rivolta. Certo, sarebbe rischioso. Perché Berlusconi è ancora potente. Ma Fini sarebbe il capo credibile nel momento in cui la pazienza degli italiani con Berlusconi si esaurisse.

[Articolo originale "Silvio Berlusconi: Der Spiegel Italiens " di Stefan Ulrich]

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4 Response to "Silvio Berlusconi: Lo specchio dell’Italia"

  1. Tino Says:
    16 ottobre 2009 20:01

    Da dove l'hai copiato, secchione?

  2. Anonimo Says:
    16 ottobre 2009 22:29

    C'è la fonte alla fine -.-''

  3. Anonimo Says:
    20 ottobre 2009 15:53

    Scritto da un Crucco annebbiato dalla birra ed intasato dai wurstel...

  4. Tino Says:
    25 ottobre 2009 23:52

    Secchia potevi almeno copiarlo giusto: manca un paragrafo.